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Las Vegas 33 (sesta e ultima parte) TonyG

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Sesta parte del reportage sul viaggio a Las Vegas:

Domenica sveglia all’alba……………..verso le 15……………..vado al Caffè Bellagio. Un maxi Caffè aperto 24 ore su 24, ampio spazioso.



Mi porto un libro da leggere (la storia del maratoneta Dorando Petri) e ordino qualcosa che sta a metà tra una colazione e un pranzo. Mi riposo e mi rilasso. Negli ultimi due giorni, l’obiettivo è rientrare anche al punto e banco.

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La domenica sera torno al Venetian nella speranza di giocare ancora Omaha PL cash, ma niente tavolo e così mi siedo ad un Texas NL 5/10. Tavolo ostico e chiuso, nessuno regala niente. Qui gioco la più brutta mano della settimana dove su un flop 3h-4h-6h, nel pot dove ci sono già 200 dollari, un oppo betta 200 e io vado all in per 960 con Ah 7d. Momento sbagliatissimo visto che l’avversario chiama e mostra 3-3 per un tris che regge al turn e al river. Decido che non sono in focus, e sebbene abbia ancora voglia di giocare, mi stacco dal tavolo e ritorno al Bellagio per una seduta di punto e banco.

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Cosa altro ho fatto negli ultimi 2 giorni? Innanzitutto non andate al Yellowtail, ristorante giapponese nel Bellagio. Pessimo. Buio, ma proprio buio. Musica forte, che quasi si fa fatica a parlare con gli altri commensali. Tavolo prenotato e ciò nonostante ci fanno accomodare con 40 minuti di ritardo (veramente pessima organizzazione!). E il cibo non è all’altezza dei migliori ristoranti giapponesi internazionali: distante anni luce dai Nobu e Zuma di Londra per esempio.

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Un’affacciata allo shopping. Al maxi Outlet giù a Downtown.

Faccio razzia in un solo negozio, camicie, maglie, pullover, felpe della Ralph Lauren a prezzi assolutamente incredibili (25/40 dollari). Se uno volesse dare un’occhiata a tutti i negozi e a tutte le firme presenti non basterebbero 2 giorni.

Ma non siamo a Las Vegas per shopping……….

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Con Max nel pomeriggio decidiamo di festeggiare: lui praticamente ha vinto tutte le sedute di poker, tranne una pareggiata.

Io son praticamente rientrato dalla partenza iniziale disastrosa. Siamo stati bravi e ci meritiamo il top:
spuntino al Petrossian Bar al Bellagio. Formaggi francesi, caviale nero finissimo e un calice di rosso. 260 dollari il conto, ma siamo a Las Vegas e il premio ce lo siamo meritato per disciplina e concentrazione.

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L’ultimo giorno ho un colpo di fortuna, nel pomeriggio, mentre sto giocando a punto e banco la taglia ad un certo punto presenta 11 banchi e 23 punti su 34 mani. Smetto di giocare come faccio di solito e decido di puntare 600 dollari a colpo da questo momento in poi sempre e solo sul banco, fino alla fine della taglia o fino a che la differenza tra colpi di punto e banco non si riduca da 12 ad almeno 4 colpi di differenza. Mi va bene, alla fine della taglia avrò circa 3.000 dollari di vincita. Sono squilibri rari che si presentano nel corso di una taglia, quando capita si può provare ad approfittare, anche se non è detto che ci si riesca.

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Cosa vedo l’ultima notte? Phil Ivey al privè del punto e banco! Accompagnato da Barry Greenstein, il quale osserva in piedi da dietro, si siede al tavolo da solo. Io vorrei chiedergli un autografo o di fare una foto insieme. Ma punta 125/150 a colpo e non mi sembra il caso di distrarlo con amenità! Parlo di 125mila/150mila naturalmente………!!!!!
Lo vedo che infila un filotto perdente di 3-4 colpi, poi si alza (in tutto avrà giocato una dozzina di colpi, non più) e con Barry scompare nel back office del privè. Il mio mito che gioca a casaccio queste cifre!

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Incredibilmente la sera mi si ripresenta la stessa situazione: dopo 29 mani ci sono 8 banchi e 21 punti. Questa volta gioco da 800 e alla fine mi trovo circa altri 3.000. Praticamente sono rientrato anche al punto e banco, anche se per mera fortuna. Ma quando c’è, guai a non cavalcare l’onda fortunata. Immediatamente dopo vado alla poker room del Bellagio: sono le 2 di notte e mi siedo all’Omaha Hi Lo Limit, la stessa partita 30/60 cui avevo giocato in precedenza (3-4 giocatori erano gli stessi). Questa volta i giocatori che forzavano oltre ogni misura erano almeno 3. Vado purtroppo sotto, di quasi 2K, ma un rush finale negli ultimi 40 minuti mi fa recuperare tutto e chiudere a più 2K.
E ormai sono le 5,30 del mattino, giusto il tempo di andare a fare la valigia e prepararmi per il ritorno.
L’intera settimana si chiude con un saldo complessivo tra poker e punto e banco a più 7K (anche se il luned’ è stato oggettivamente iper fortunato). Non resta che risentirci alla prossima, nel 2010 non mancherò di tornare un paio di volte……………..




tonyg

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